Campanile della Chiesa di San Giacomo

Quest’opera nasce da una passeggiata nel quartiere di Villanova. Il campanile della chiesa di San Giacomo non si presenta immediatamente allo sguardo: compare all’improvviso, al termine di una sequenza di vie raccolte e piccole piazze che ne celano la presenza. Il percorso, fino a quel momento sviluppato su un piano orizzontale, viene improvvisamente interrotto da una forte tensione verticale che conduce naturalmente lo sguardo verso l’alto.
La notte amplifica questa percezione. La luce artificiale non descrive l’architettura nei suoi dettagli, ma ne rivela soltanto gli elementi essenziali. Il contrasto con il cielo scuro conferisce al campanile un fascino silenzioso e una presenza sospesa, facendone il naturale centro di gravità dello sguardo.
Villanova invita a una passeggiata lenta. Le sue strade raccolte, le improvvise aperture e i continui cambi di prospettiva fanno sì che la città si riveli poco alla volta, quasi senza annunciarsi. È un quartiere che sembra custodire una naturale vocazione narrativa, dove il cammino diventa parte integrante dell’esperienza dello spazio.
Il campanile di San Giacomo diventa così il momento in cui la città interrompe il cammino, trasformando una semplice passeggiata in una scoperta.