CN #08

Lazzaretto S.Elia

Il Lazzaretto è un’immagine profondamente mediterranea. La pietra chiara, il ritmo degli archi e la presenza costante del mare richiamano un linguaggio architettonico comune a molti luoghi affacciati sul Mediterraneo, dalle antiche tonnare ai piccoli porti. L’edificio non si impone sul paesaggio, ma sembra nascere da esso, condividendone materia, luce e proporzioni.

Nel meriggio la luce non si limita a illuminare lo spazio: lo dilata. Riflettendosi sulla pietra chiara, si propaga sotto i portici fino a ridurre le ombre a sottili intervalli. La geometria dell’architettura rimane immutabile, ma il continuo riverbero della luce ne modifica la percezione, ampliando le distanze e rendendo i confini meno definiti.

Gli archi introducono una misura costante del cammino, scandendo il percorso con una sequenza regolare. La luce, al contrario, sottrae lo spazio a quella stessa misura, espandendone la percezione. È dall’equilibrio tra la precisione della geometria e la continua trasformazione della luce che emerge il carattere del luogo.

Il disegno non rappresenta soltanto il Lazzaretto, ma indaga il rapporto tra spazio, luce e percezione. La geometria può essere misurata; la luce, attraverso il suo propagarsi e il suo riverbero, ne trasforma continuamente l’esperienza.