Officine

La scritta OFFICINE sulla facciata della Manifattura Tabacchi conserva la memoria della funzione originaria di questi spazi. Qui il lavoro non era direttamente quello della produzione, ma quello necessario a mantenerla in vita: meccanici, elettricisti, falegnami e altre competenze intervenivano sulle macchine e sulle strutture dello stabilimento.
L’officina è il luogo in cui il sapere incontra il fare. Finché una macchina funziona, la competenza di chi la mantiene può restare invisibile; è nel guasto che emergono conoscenza, esperienza e capacità di trovare una soluzione. Osservare, comprendere, smontare e ricostruire diventano parti dello stesso processo.
Ma un’officina può esistere anche senza macchine. Può essere uno spazio di confronto nel quale idee e pensieri vengono messi alla prova, modificati e ricomposti. Un luogo del fare collettivo, dove conoscenze differenti concorrono alla trasformazione.
Oggi le macchine hanno lasciato queste stanze e il rumore del lavoro si è spento. Sulla facciata rimane una parola: OFFICINE. Non soltanto il nome di ciò che questo luogo è stato, ma quello di un modo di pensare e trasformare le cose.